La Leggenda

La leggenda
del Palio Storico

Ildebrando "Il MAncino"

Nel lontano 1120, quando la Val di Cecina era ancora feudo degli Aldobrandeschi, il Ildebrando, detto il Mancino, dominava la Rocca di Silano. Uomo forte e solitario, Ildebrando aveva solo figlie femmine, tra cui Bunilda, la maggiore, che, non tollerando legami con gli uomini, aveva scelto la vita monastica. Le altre tre, però, erano tutte innamorate dello stesso uomo, il Conte Gherardo, che ambiva al principato e, approfittando della loro rivalità, alimentava le loro vanità per metterle l’una contro l’altra. “Sposerò l’ultima rimasta,” prometteva, ridendo alle loro spalle.

La tragedia e l'inizio della discordia

Il Dramma del Conte Gherardo

Durante il torneo annuale presso il Masso delle Fanciulle, Gherardo fu umiliato dai giovani del villaggio che lo superarono ripetutamente. Umiliato e furioso, il conte si gettò nel fiume Cecina, dove scomparve nel profondo abisso conosciuto come il Tonfo Grande. Alla sua scomparsa, le tre sorelle si accusarono a vicenda, e la loro rivalità divise il popolo in fazioni nella Selva della Contraddizione, causando discordia e violenza tra le ancelle delle principesse e i sudditi.

L'ira di Ildebrando

Il Mancino e la Separazione delle Figlie

Stanco della discordia, Ildebrando impugnò la sua spada, scintillante sotto il sole, e tuonò: “Dividerò il mio principato, e disperderò la superbia delle mie figlie. Matilde andrà a Berignone, Crimilda a Montegemoli e Gottwalda a Silano. Tre terre, tre castelli nascosti, tre prigioni lontane; tre valli, tre fiumi, tre dirupi. Ed io starò nel mezzo, sulla mancina riva del Cecina, sulla ripa marancia, gialla della nostra vergogna, gialla del mio disonore. ” Raggiunto dalla sua rabbia e dal desiderio di pace, Ildebrando continuò: “Ma ogni anno verrete qui, e per sei giorni pregherete due volte per la pace. Solo il bacio di pace vi libererà dall’ira.” Ordinò così ai suoi generali, che nominò carcerieri, di sorvegliare le figlie.

Il tempo Porta giudizio

La Riconciliazione

Trascorsero dieci anni e, ogni anno, le sorelle tornavano per le preghiere e per riflettere. I cuori delle giovani, ormai aperti all’amore, cominciarono a sciogliersi, e nei carcerieri trovarono compagni, non più guardiani, ma cavalieri. Nel settembre del 1130, Ildebrando accolse con gioia le sue tre figlie, non più in rivalità, e festeggiò le nozze con i loro compagni. Con un sorriso di pace, disse: “Dimenticate le vostre malie, eleggete il cuore a cose belle. Non più battaglie, ma tornei di gioia e fiori d’arancio.”

La Festa di Settembre

il Racconto a Lorenzo il Magnifico

Da quel giorno, la Val di Cecina celebra ogni anno la festa di settembre in memoria della pace tra le figlie di Ildebrando e della nascita delle contrade. La leggenda, tramandata nei secoli, giunse infine a Lorenzo il Magnifico, che, durante un viaggio, ascoltò questa storia e la fece raccontare alla sua amata, Rappresentata dai giovani delle contrade, perpetrando la memoria di un’antica riconciliazione che ancora oggi unisce Pomarance e le sue contrade, che sul palco ogni anno si sfidano in memoria dell’evento.